impianto elettrico di casa

L’impianto elettrico di casa: come deve essere?

L’impianto elettrico è importantissimo in una casa: ti rendi conto dell’importanza dell’energia elettrica in casa nei momenti in cui questa manca, per un guasto dell’impianto o per un Black out. L’impianto elettrico deve essere realizzato e manutenuto secondo rigide norme di sicurezza.

Come sono gli impianti elettrici in Italia

Dobbiamo dire che la sensibilità rispetto alla rispondenza alle norme degli impianti elettrici in Italia non è esattamente ottimale. Anche laddove gli impianti elettrici sono fatti a norma, l’utilizzatore troppo spesso usa prese multiple non sicure, prolunghe magari anche sprovviste del filo di messa a terra eccetera.

In Italia ogni anno si verificano circa 4 milioni di incidenti domestici e di questi 241 mila si riferiscono ad incidenti elettrici, il 6% di tutti gli incidenti domestici. La maggior parte di questi sono dovuti ad imprudenze e all’uso di apparecchi non isolati, prolunghe non a norma, prese a muro non ben fissate eccetera ma in molti casi si tratta proprio di impianti elettrici non a norma.

Gli impianti vetusti

Nel corso degli ultimi decenn9i c’è stata una notevole evoluzione delle norme di sicurezza relative all’impianto elettrico. Questo fa sì che gli impianti elettrici in abitazioni antecedenti il 1990 non sono adeguati secondo le norme aggiornate, per cui non si possono ritenere al massimo della sicurezza.

Le esigenze energetiche sono notevolmente aumentate nel corso degli anni. Oggi nelle case sono collegate all’impianto molte più utenze di un tempo, quando nelle case c’erano il frigo, la lavatrice, il televisore, alcune lampadine ma in fondo non molto di più.

Oggi ci sono impianti d’allarme, condizionatori, impianti stereo, computer e tutto ciò che puoi constatare guardandoti intorno in casa tua.

Per via delle nuove situazioni gli impianti devono essere adeguati per evitare incidenti non solo alla persona ma allo stesso stabile.

Come devono essere gli impianti elettrici

Per poter sopportare il carico elettrico senza problemi, i fili dell’impianto devono avere una sezione adeguata. La sezione deve essere proporzionale alla corrente massima che deve scorrere attraverso essi, una sezione sottodimensionata provocherebbe un surriscaldamento dei fili e danneggerebbe lo strato isolante, esponendo al rischio di pericolosi cortocircuito.

Se i sistemi di sicurezza non sono adeguati per rilevare un cortocircuito non staccano la corrente e il rischio è lo sviluppo di incendi che possono anche distruggere l’appartamento o la casa ed esporre a potenziali gravi danni anche gli abitanti, fino anche alla perdita della vita.

La sicurezza dell’impianto e l’uso

E’ piuttosto comune vedere allacciati alla stessa presa multipla più utenze anche con notevole consumo. Questo significa che ad una unica presa si realizza un carico di corrente decisamente superiore alla sua stessa capacità. Si rischia in questo modo di creare un surriscaldamento di quel ramo di impianto elettrico

Il risultato è lo stesso di ciò che abbiamo detto: una lesione dei rivestimenti isolanti e il cortocircuito conseguente.

Per fortuna negli impianti fatti come si deve, è presente un interruttore automatico che è sensibile all’eccesso di corrente e stacca la corrente qualora si realizzi un cortocircuito, evitando danni peggiori. L’impianto, però, è danneggiato a questo punto e la spesa per il ripristino è sensibile.

Il Salvavita

Altro elemento importantissimo per la sicurezza è il cosiddetto “Salvavita” un apparecchio che è obbligatorio nell’impianto elettrico a norma, in grado di rilevare una corrente verso terra corrispondente a quello che è ritenuto il massimo sopportabile dal corpo umano senza avere conseguenze gravi.

Quando prendi la scossa, si realizza un passaggio di corrente verso terra attraverso il tuo corpo. Il Salvavita legge questa corrente e stacca la corrente. Per questo motivo si chiama “Salvavita”, perché se non ci fosse il corpo sarebbe percorso per troppo tempo dalla corrente elettrica con gravi conseguenze e anche rischio per la vita.

La normativa recente

La più recente normativa di riferimento in tema di impianti elettrici è la norma CEI 64 -8 che interessa tutti coloro i quali operano sugli impianti elettrici in bassa tensione. Questa norma è stata integrata con un nuovo allegato che specifica meglio alcune caratteristiche dell’impianto, anche con un’attenzione alla sostenibilità ambientale.

Questa norma supera, di fatto, il concetto stesso di impianto elettrico in quanto  tale poiché non si riferisce soltanto alla sicurezza dell’impianto ma anche alle prestazioni.

Questa norma si applica a nuovi impianti con l’eccezione degli edifici artistici e di pregio, laddove il rifacimento dell’impianto a norma rovinerebbe le caratteristiche di pregio dell’edificio.

Si applica anche alle ristrutturazioni in appartamenti, in condomini, ville eccetera, quindi in tutti i casi in cui un intervento edilizio comporta anche il rifacimento totale o parziale dell’impianto.

Altre norme di legge antecedenti mantengono in alcune parti la loro efficacia ma affrontare dovutamente questo aspetto legale e normativo sarebbe troppo tedioso per il lettore per cui rimandiamo ad approfondimenti da parte delle persone interessate.

I Documenti d’Impianto

Gli interventi sugli impianti elettrici nelle case devono essere fatti da professionisti abilitati, i quali hanno l’obbligo di eseguire i lavori nel rispetto delle norme di legge. Negli impianti di nuova realizzazione il lavoro deve essere preceduto dalla progettazione identificando i punti luce, la distribuzione delle prese, i punti per l’allaccio degli elettrodomestici eccetera.

Una volta realizzato il lavoro, in ogni caso, l’elettricista deve rilasciare lo schema elettrico dell’impianto e la dichiarazione di conformità alle norme di legge dell’impianto stesso.    

Malaga

Visitare Malaga

Siamo in Andalusia, nel sud della Spagna, precisamente nella fantastica Costa del Sol, e ancora più nello specifico a Malaga. la seconda città dell’Andalusia dopo la bellissima Siviglia. Con i suoi quasi 600 mila abitanti, Malaga è una città moderna e storica nello stesso tempo, tutta da visitare e godere.

Dove è Malaga

L’Andalusia è una regione nel sud della penisola iberica e si affaccia sul mediterraneo con bellissime spiagge dorate, ambite dal turismo internazionale, alle spalle delle quali spiccano  grattacieli.

Se Siviglia è famosa per il flamenco, Malaga lo è per le sue temperature piacevoli tutto l’anno e per il turismo marino ma anche per le corride, i tapa’s e la movida notturna. Malaga, tuttavia non è una città frivola, ludica ma anche un centro culturale di primaria importanza, ricca di storia e di un passato ampiamente significativo ed interessante.

Cenni storici su Malaga

Malaga ha origini antichissime, fondata dai fenicio nel 800 a.C. e con il nome di Malaka che, nel tempo, è stato cambiato in Malaga. Il nome originale deriva dalla traduzione dal fenicio “sale” poiché l’attività prevalente dell’epoca in questa che allora era una nuova città, era la salatura delle vivande a fini di conservazione, sale ottenuto dall’acqua di mare che qui non manca.

Malaka passò sotto il dominio Greco, poi dei Cartaginesi, dei Romani, dei Visigoti e poi ancora venne conquistata dagli Arabi nel XIII secolo. I Musulmani Arabi furono combattuti dai Castigliani di Re Fernando II che, cattolico, decise di riconquistare le terre di Spagna sotto il dominio Arabo.

Si ricorda la Battaglia di Malaga come una delle più sanguinose dell’epoca ma Malaga venne liberata dagli arabi che la occupavano e riconsegnata al potere Spagnolo cattolico.

Malaga oggi

Tutte queste occupazioni ed influenze di diverse cultura a Malaga hanno lasciato il segno sotto forma di preziose testimonianze come l’Anfiteatro Romano o il Castello di Gibralfaro che domina la città o ancora la Fortezza dei Re di Granada.

Cosa vedere a Malaga

La Fortezza Alcazaba è l’esempio più eclatante della dominazione araba di Malaga. Il suo nome in arabo significa “Fortezza” per cui dire Fortezza Alcazaba non sarebbe del tutto corretto, è un pleonasticismo ma è utile per capirsi, poiché ancora non tutti parlano arabo in Italia.

Questa è una Fortezza voluta da Re Badis Ben Habusdi Granada ed è la più antica costruzione musulmana che si conosca in Spagna, risalente al periodo tra il 1057 e il 1063, costruita su rovine Romane e su un ex baluardo fenicio. La sua posizione è alle spalle dell’anfiteatro Romano e ai piedi del Monte  Gibralfaro su cui sorge il castello omonimo.

Nella fortezza si possono visitare le stanze dove vissero i Re, il Palazzo Moresco oggi sede del Museo Archeologico  con sculture Romane, Greche, decorazioni arabe e visigote e frammenti di mosaici.

Il Castello Gibralfaro

Salendo dalla Fortezza, 130 metri più in alto c’è la sommità del Monte Gibralfaro su cui sorge l’omonimo Castello che fu l’ultimo luogo conquistato dal re cattolico Fernando.

Durò tre anni l’assedio alla città prima che i cattolici spagnoli riuscissero ad avere ragione della resistenza Araba in questo luogo. Il Castello è dotato ci una torre alte 17 metri e un pozzo della profondità di 40 metri.

Malaga, città di Picasso

Da non dimenticare che Malaga diede i Natali al celebre pittore Picasso che qui non è affatto dimenticato, al contrario,. è ampiamente celebrato in diversi modi. Uno è il Museo a lui dedicato fondato nel 2003.

Questo Museo raccoglie oltre 200 Opere del famoso Maestro, dono dei suoi eredi alla Junta de Andalusia nel 1997. Oltre ai quadri, anche ceramiche, sculture ed incisioni del grande Artista Andaluso.

Scopri sul posto tutto il resto che Malaga ti offre tra cui anche la Cattedrale, bellissima e la sua Torre Incompiuta.

bambini prematuri

Latte d’Asina per i bambini prematuri

I bambini nati prematuri o comunque con un peso molto basso sono soggetti che necessitano di molte attenzioni e cure. La loro evoluzione, formazione prima della nascita non è completa, diverse funzioni normali nei bambini a termine in loro non sono affinate e tra queste anche quelle intestinali che causano non pochi problemi nella loro alimentazione.

Perché i bambini nascono prematuri

Questa è una bella domanda a cui non è facile rispondere. La natura ha previsto un periodo di 40 settimane per la crescita e il completamento fisico e biologico del bambino in grembo.

Questo termine è l’ideale affinché la formazione sia adeguata e completa perché il bambino affronti il mondo che lo aspetta iniziando la sua crescita normale, fisiologica, con i vari progressi a tappe che tutti noi ben conosciamo.

Dopo i primi 5 mesi di allattamento si inizia gradualmente ad introdurre altri alimenti, il bambini inizia nel frattempo ad avere movimenti più armonici, i suoi muscoli si rinforzano per permettergli di mettersi in piedi e di gattonare, poi il senso dell’equilibrio, affinato, gli consente di mantenere l’equilibrio in piedi e infine di camminare.

Nel frattempo lo sviluppo cerebrale permette di acquisire nuove capacità, la fonazione, parlare, imparare ogni giorno molte cose. Tutto questo è consentito grazie alla partenza, dal parto, con una condizione base ideale.

I bambini prematuri

Purtroppo non sempre va tutto come la natura ha previsto; malattie della mamma nel corso della gravidanza, alcuni problemi di carattere genetico nel ciclo della gravidanza, cattive abitudini di vita della mamma come il fumo, ad esempio, vicende della vita che sono, purtroppo, spesso normali, una caduta, lo stress, uno spavento, un dolore psicologico che porta ad uno stato emozionale forte.

Sono soltanto poche delle tantissime cause che possono portare ad un parto prematuro, il cui risultato è un bambino fragile, che deve completare il suo sviluppo prima di poter affrontare il mondo come i bambini a termine.

Quanti sono i bambini prematuri in Italia

In Italia nascono mediamente ogni anno circa 5 mila bambini con un peso inferiore a 1500 grammi e prima della 32° settimana di gestazione. Questi bambini necessitano di essere sottoposti a cure intensive e presentano molti problemi di inadeguato sviluppo fisico o funzionale dell’intestino, del sistema nervoso, spesso anche del cuore e di altri organi.

A loro sono destinate molte risorse dei reparti di neonatologia prenatale che si impegnano per evitare il più possibile che il bambino rientri nel 60% della mortalità media nel primo anno di vita e dell’80% dei prematuri che hanno conseguenze neuro-evolutive anche a distanza.

L’alimentazione nei bambini prematuri

Uno dei problemi più importanti ed immediati che i medici si trovano ad affrontare è costituito dall’alimentazione. Il bambino prematuro, infatti, ha un intestino ancora non abbastanza sviluppato soprattutto nella sua funzione digestiva.

Da questo consegue che il bambino facilmente mostra intolleranze non riesce a sopportare il latte materno e ha vomito e ristagno dio bile nell’intestino, con un serio problema di alimentazione e quindi di completamento della sua crescita.

La Soluzione dal S. Anna di Torino

L’Équipe della Terapia Intensiva neonatale dell’Ospedale S. Anna di Torino, in collaborazione con ricercatori dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Cnr di Torino, è giunta ad una soluzione del problema dell’intolleranza al latte materno.

La soluzione consiste nella combinazione del latte materno con latte d’asina che proviene da allevamenti piemontesi ed emiliani e al quale vengono aggiunte sostanze fortificanti.

Al bambino viene dunque dato questa combinazione , un latte fortificato, che consente di ridurre di 2,5 volte il problema dell’intolleranza  e del vomito, aiutando i medici a far crescere meglio il bambino prematuro e aumentare le sue possibilità di vita e di evoluzione corretta senza problemi.