Brucellosi

La Brucellosi: cosa è, come si cura

La Brucellosi è una malattia trasmessa dagli animali all’essere umano, descritta per la prima volta dal medico scozzese David Bruce nel 1887 il quale anche isolato per primo il batterio responsabile e da cui la malattia prese il nome.

Cosa è la Brucellosi

La Brucellosi è anche identificata con altri nomi tra cui Febbre mediterranea, febbre di Cipro, di Gibilterra, maltese o melitense ma la malattia è sempre la stessa, una delle zoonosi, cioè trasmessa da animali, tra le più diffuse a livello mondiale.

Nonostante sia diffusa ovunque, le aree dove l’incidenza è maggiore è il bacino del Mediterraneo, il Sud America, il subcontinente indiano e alcune regioni dell’Africa.

Si tratta di una malattia con un grado di pericolosità abbastanza sensibile ma per fortuna la mortalità si attesta su una percentuale inferiore al 2%.

Le Brucelle sono i batteri responsabili di questa malattia ma non è uno unico, sono tre i sottotipi coinvolti. la Brucella Abortus, B. Melitensis e B. Suis. Questi batteri appartengono alla famiglia dei Gram negativi, di forma sferica, privi di capsula, non mobili, e aerobi, ovvero che hanno bisogno di ossigeno per vivere.

Quali animali contraggono il contagio

I batteri responsabili della Brucellosi contagiano una notevole varietà di animali, selvatici e domestici, tra cui capre, bovini, suini, cinghiali, cani, foche, cammelli, renne e per contagio trasversale, l’Uomo.

Questi batteri si annidano soprattutto nelle mammelle e nella Placenta, provocando frequentemente aborto negli animali infettati. Quando si annidano nella mammella provocano una mastite e vengono eliminati attraverso il latte ma in minima parte l’eliminazione avviene anche attraverso feci, urine e secrezioni uterine.

Causa della Brucellosi nell’Uomo

La Causa della malattia nell’uomo è da ricercare nel consumo di alimenti infetti come, ad esempio, il latte non bollito o pastorizzato e, ovviamente suoi derivati.

Esiste anche una remota possibilità di contagio umano attraverso carni infette e poco cotte. La via di infezione umana, quindi è per via alimentare ma esistono anche casi di contagio per inalazione soprattutto nelle stalle dove ci sono animali infetti o per contatto diretto, laddove la persona abbia anche impercettibili ferite o attraverso la mucosa congiuntivale.

Da ciò deriva che alcune categorie professionali sono ovviamente maggiormente esposte al rischio di contagio.

Sono rarissimi i casi di contagio interumana che in tali casi può essere sessualmente trasmessa o per via dell’allattamento madre-figlio o per trapianto di tessuto infetto.

Sintomi

I sintomi sono vari e aspecifici, in qualche modo sovrapponibili a quelli influenzali, con o senza interessamento dell’apparato gastro intestinale ma quasi sempre con perdita dell appetito e perdita di peso, dolori diffusi, sudorazione maleodorante, facile affaticabilità.

L’incubazione del batterio varia da 2 a 4 settimane dal contagio e la manifestazione clinica è, solitamente, di qualche giorno dalla comparsa dei primi sintomi ma spesso ha un esordio improvviso con la comparsa di febbre.

Complicazioni della Brucellosi

Sono molte le complicazioni possibili, anche se non frequenti, della Brucell0osi. Tra queste dobbiamo ricordare tra le più frequenti malattie dell’apparato respiratorio come polmoniti, versamenti pleurici, bronchiti ma si sono anche riscontrati diversi casi di interessamento del cervello e delle meningi.

Possibili anche interessamenti renali e cardiaci con pericardite ed endocardite insorgenza di leucocitosi ed anemia.  Queste possono essere complicazioni della Brucellosi ma ve ne sono anche altre meno frequenti.

Da come si vede, alcune complicazioni sono in grado di mettere a rischio la vita delle persone colpite.

Cura della Brucellosi

La Brucellosi richiede una cura il più precoce possibile, da iniziare senza indugi appena stabilita con certezza la diagnosi.

La cura consiste in una terapia antibiotica in cui il farmaco di base è la tetraciclina ma da assumere in associazione con un altro antibiotico come la rifampicina o la streptomicina.

Alla terapia antibiotica può essere affiancata una terapia sintomatica con Paracetamolo per il controllo di febbre e dolori e antiemetici in caso di vomito. E’ utile provvedere ad un’abbondante idratazione.

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