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Pericoli del web

Pericoli del web, ecco l’applicazione che fa da “muro”

Internet è un mondo ricco di pericoli, soprattutto per i bambini che vi si affacciano per la prima volta, magari usando smartphone e altri device regalati proprio dai genitori. Ebbene, guarda caso è proprio un’applicazione per device mobili, che prende il nome di Qustodio, che offre la possibilità di consentire ai genitori di controllare i vari contenuti e le attività che i figli svolgono sul web.

Il boom delle applicazioni mobili ha riguardato un gran numero di ambiti, come ad esempio quello del gioco d’azzardo. Al giorno d’oggi sono tantissime le piattaforme d’azzardo che mettono a disposizione dei siti di bingo online sicuri a cui c’è la possibilità di accedere anche direttamente tramite le apposite app. I vantaggi sono indubbi, dato che si può puntare e scommettere praticamente in qualsiasi momento e in ogni luogo in cui l’utente si trovi.

Controllare la navigazione dei figli su internet: Qustodio è lo strumento che fa per voi!

Qustodio è una di quelle applicazioni che possono dare una mano a tranquillizzare i genitori. Infatti, mette i genitori in condizione di essere più sereni sull’uso di internet che viene fatto da parte dei propri figli. In questo modo, questi ultimi potranno continuare a usare i propri smartphone, senza però correre il rischio di incappare in qualche situazione indesiderata.

In fin dei conti, sono numerosi i pericoli sul web per chi non ha ancora la consapevolezza di cosa voglia dire internet e di quali siano i potenziali limiti. In rete i nemici possono essere i più disparati e, in effetti, per chi non ha la minima esperienza in questo campo, diventa veramente impossibile anche solo riconoscerli.

Grazie all’app Qustodio, quindi i genitori potranno ricevere una serie di informazioni circa la navigazione dei propri figli sul loro smartphone o tablet e impostare anche delle regole. L’app, in poche parole, funge una vera e propria funzione di monitoraggio per tutte le attività svolte dai bambini e agirà in base alle disposizioni che sono state fornite da parte dei genitori.

Come funziona l’app

Il funzionamento di questa app non è per nulla complicato, dal momento che Qustodio, che si dovrà installare anche sul device dei genitori, va a garantire il suo impatto sul dispositivo dei figli mediante una VPN che va a veicolare il traffico e, di conseguenza, può verificarne i contenuti. In questo modo, ciascun sito web, filmato oppure social network potrà essere oggetto di un’approfondita analisi.

Puntare su questa applicazione può portare ad un buon numero di vantaggi. Primo fra tutti, quello di controllare sia giochi che applicazioni presenti sul dispositivo dei figli. Si può impostare il blocco dei contenuti che si ritengono non appropriati per merito dei filtri intelligenti. Altrettanto importante è la possibilità di scegliere il tempo che i bimbi possono trascorrere di fronte allo schermo. Quando “scade” il tempo, ecco che il device viene bloccato.

Chioggia

Visitare Chioggia

Chi l’ha detto che per vedere tante cose interessanti bisogna per forza andare in grandi città? Certamente, in linea di principio, quanto,più grande è una città, tanto più facilmente avrà cose da mostrare ma oggi ci occupiamo di Chioggia, una cittadina di pescatori ma con tante attrattive turistiche.

Dove si trova Chioggia

Chioggia è una cittadina situata all’estremità sud dalla Laguna di Venezia, praticamente di fronte alla più blasonata città veneta, il capoluogo di questa Regione stupenda.

Spesso Chioggia viene accostata al nome di Sottomarina, una cittadina dal forte richiamo turistico per via delle sue meravigliose spiagge che si affacciano sull’alto Adriatico ma la cittadina di cui parliamo ha una sua specifica personalità ed identità che la differenzia rispetto a tutte le cittadine che la circondano.

Soprattutto Chioggia ha meno velleità turistiche ma un’economia molto forte basata sulla pesca, quindi potrai vedere qui molti pescherecci che, all’alba, scaricano notevoli quantità di pesce per il mercato e per rifornire di pesce fresco tutti i ristoranti della zona e non solo.

Come è Chioggia

Chioggia è una cittadina estremamente tranquilla, affascinante anche grazie ai suoi tanti palazzi eleganti che si affacciano sui diversi canali lungo i quali si trovano attraccate tante piccole barche e diversi pescherecci.

Chioggia, in realtà, è composta da tante piccole isolette che sono collegate tra loro da innumerevoli ponti. Passeggiare tra i ponti e i canali dopo le animate prime ore del giorno con lo scarico del pesce, è un’esperienza notevole e affascinante.

Cosa vedere a Chioggia

Girando per Chioggia scoprirai angoli inaspettati, piccoli particolari che ti resteranno impressi nella mente ma oltre ai particolari che comunque contano, trovi anche notevoli esempi di monumenti ed edifici da ammirare.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo di Chioggia, si trova all’incrocio tra Corso del Popolo e Calle Campanile Duomo, che sembra quasi un’indicazione del navigatore satellitare, una direttiva indiscutibile che identifica il luogo.

Il Duomo è indubbiamente il luogo di culto principale della città, antico ma distrutto da un incendio nel 1623 e successivamente ricostruito, già a partire dall’anno successivo che portò all’attuale struttura del Duomo.

Accanto al Duomo si trova una piazzetta che ospita il Campanile del Duomo stesso e una chiesetta che risale al 1393, la Chiesa di San Martino, fatta erigere dagli abitanti di Sottomarina, dopo la guerra di Chioggia che segnò l’inizio del disfacimento della città.

Il Refugium Peccatorum

Per restare in tema religioso ma anche con connotazione storica, appena fuori dal Duomo, girando a destra, arrivi subito al Refugium Peccatorum chiamato dagli abitanti di Chioggia Sagraeto, dove si trova la statua della Madonna con il Bambino Gesù, il tutto sormontato da una cupola dorata.

Si dice che i condannati a morte, prima di essere giustiziati, potessero raccogliersi davanti a questa statua  per un’ultima preghiera. Nella stessa zona anche tante altre statue settecentesche, tutte da ammirare.

Il Museo Civico della Laguna Sud

Il nome che identifica questo Museo è “San Francesco Fuori le Mura”. Si tratta di un museo che testimonia, di fatto, il notevole legame di Chioggia con il mare, con la laguna veneta in particolare.

Si compone di tre piani con sale arricchite da reperti disposti in ordine cronologico, da reperti dall’età del bronzo al VI secolo al piano terreno, fino al primo piano dedicato al periodo del medioevo, rinascimentale e moderni ritrovati in loco. Salendo si trova il settore del Museo dedicato alla Marineria e anche una collezione di quadri.

Il Museo dell’Orologio

Prima di lasciarti alla libera scoperta del resto della città di Chioggia, dobbiamo parlare del Museo dell’Orologio che si trova all’interno del campanile di Sant’Andrea, strutturato su sette livelli e che conserva l’orologio da torre più antico del mondo.

Ai primi due piani si trovano cartine storiche mentre a partire dal terzo si inizia ad ammirare i reperti archeologici, religiosi e storici.

L’orologio da torre più antico del mondo, che risale al 1386, si trova al quinto piano mentre salendo ancora si arriva alla terrazza panoramica da cui puoi ammirare Chioggia nella sua interezza.

prepararsi al parto

Come prepararsi al parto

Tanto per cominciare vogliamo puntualizzare che il parto come la gravidanza non sono malattie ma eventi del tutto naturali che sono troppo medicalizzati oggi. La medicalizzazione della gravidanza e del parto ha consentito di ridurre drasticamente gli incidenti e la morte di neonati e delle mamme ma l’eccesso non è mai positivo.

Come arrivare al parto

La gravidanza deve essere vissuta come un periodo utile alla futura mamma e papà per prepararsi all’arrivo in famiglia di una nuova vita. E’ bella la progettualità che porta a diventare genitori, i preparativi, la scelta della culla, del seggiolone, del corredino per il neonato cui concorrono le famiglie e gli amici dei futuri genitori.

E’ anche bello fantasticare sul futuro immaginando come potrà essere che si tratti di un maschio o di una femmina, la scelta del nome nei due casi eccetera. La progettualità è ciò che unisce, che impegna entrambi i genitori in un progetto comune, da attuare, portare avanti insieme in pieno accordo, pur con tutte le mediazioni che si renderanno necessarie.

Durante la gravidanza occorrono controlli medici per garantire le migliori condizioni di salute della mamma e del feto in modo da arrivare al momento della nascita con tendenzialmente zero problemi o comunque risolvendo quelli che eventualmente si possono presentare.

Giustissimo, quindi, fare tutte le visite necessarie e i controlli, analisi, ecografie eccetera per la salvaguardia della salute e della sicurezza ma vivi la gravidanza come la si viveva una volta, un evento naturale da cui tutte le mamme sono passate almeno una volta da quando esiste l’umanità.

I corsi Pre Parto

Quello che non si conosce spaventa e genera ansie e non è proprio il caso di arrivare al momento del parto, un evento già stressante e pieno di ansie naturalmente, con ancora più ansie di quelle più che normali e comprensibili.

Conoscere significa maggiore tranquillità, consapevolezza e meno ansia. Ecco a cosa servono i corsi pre parto: a preparare i futuri genitori e in primis le future mamme ad affrontare questo evento che è sempre fin troppo pieno di pathos, dubbi e incertezze.

Durante il Corso pre parto personale professionale appositamente preparato è a disposizione di mamme e papà per spiegare tutto ciò che avverrà in maniera semplice e comprensibile.

Nessuno mai sosterrà che il parto sia una passeggiata, si tratta di un momento importante che richiede partecipazione e consapevolezza anche del dolore che comporta che, in parte, può anche essere evitato o ridotto, ti spiegheranno come.

Ti verrà spiegato chiaramente cosa succederà prima del parto e durante, compreso il momento specifico della nascita e ciò che avverrà immediatamente dopo, prima di tornare nella tua stanza e accogliere subito vostro figlio/a.

Anestesia e tipi di parto

Le partorienti, ti verrà spiegato nel corso pre parto, possono richiedere un’anestesia durante il travaglio e il parto: si tratta di un’anestesia che toglie la sensibilità dalla pancia in giù, l’epidurale, che consiste in una piccola iniezione sulla schiena, tra le vertebre, eseguita dall’anestesista.

Potrebbe spaventarti il fatto di fare un’iniezione sulla schiena ma in realtà non senti quasi nulla e il poco dolore che puoi provare non è certo paragonabile ai dolori del travaglio e del parto, quindi tutto sommato lo puoi sopportare benissimo senza problemi.

L’anestesia viene accordata a patto che non esistano motivi medici che la controindichino, su questo decide l’anestesista, essendo sua la responsabilità di ogni conseguenza sulla mamma o sul feto.

Parto naturale o cesareo

Il parto naturale è sempre meglio di quello cesareo se non esistono serie motivazioni a sostegno di quest’ultimo. Intanto perché si tratta sempre di un intervento chirurgico a cielo aperto con tutte le conseguenze e i rischi connessi.

In secondo luogo, il parto naturale è sicuramente più doloroso ma la donna recupera rapidamente mentre con il cesareo la ferita chirurgica rallenta al ripresa della mamma e di conseguenza la piena capacità di prendersi cura del neonato.

In alcune circostanze devi sapere che durante il travaglio possono verificarsi fatti che inducono il medico a realizzare un cesareo anche se era previsto un parto naturale. Non preoccuparti, l’intervento ha una durata minima, alcuni medici particolarmente esperti e veloci lo realizzano in 15-20 minuti o poco più, se non si realizzano complicazioni ulteriori.

Ti consigliamo di arrivare in ospedale per il parto con la valigia pronta che avrai avuto l’accortezza di preparare almeno un mese prima, per essere pronta anche in caso in cui il bambino decidesse di vedere la luce prima del previsto.

Brucellosi

La Brucellosi: cosa è, come si cura

La Brucellosi è una malattia trasmessa dagli animali all’essere umano, descritta per la prima volta dal medico scozzese David Bruce nel 1887 il quale anche isolato per primo il batterio responsabile e da cui la malattia prese il nome.

Cosa è la Brucellosi

La Brucellosi è anche identificata con altri nomi tra cui Febbre mediterranea, febbre di Cipro, di Gibilterra, maltese o melitense ma la malattia è sempre la stessa, una delle zoonosi, cioè trasmessa da animali, tra le più diffuse a livello mondiale.

Nonostante sia diffusa ovunque, le aree dove l’incidenza è maggiore è il bacino del Mediterraneo, il Sud America, il subcontinente indiano e alcune regioni dell’Africa.

Si tratta di una malattia con un grado di pericolosità abbastanza sensibile ma per fortuna la mortalità si attesta su una percentuale inferiore al 2%.

Le Brucelle sono i batteri responsabili di questa malattia ma non è uno unico, sono tre i sottotipi coinvolti. la Brucella Abortus, B. Melitensis e B. Suis. Questi batteri appartengono alla famiglia dei Gram negativi, di forma sferica, privi di capsula, non mobili, e aerobi, ovvero che hanno bisogno di ossigeno per vivere.

Quali animali contraggono il contagio

I batteri responsabili della Brucellosi contagiano una notevole varietà di animali, selvatici e domestici, tra cui capre, bovini, suini, cinghiali, cani, foche, cammelli, renne e per contagio trasversale, l’Uomo.

Questi batteri si annidano soprattutto nelle mammelle e nella Placenta, provocando frequentemente aborto negli animali infettati. Quando si annidano nella mammella provocano una mastite e vengono eliminati attraverso il latte ma in minima parte l’eliminazione avviene anche attraverso feci, urine e secrezioni uterine.

Causa della Brucellosi nell’Uomo

La Causa della malattia nell’uomo è da ricercare nel consumo di alimenti infetti come, ad esempio, il latte non bollito o pastorizzato e, ovviamente suoi derivati.

Esiste anche una remota possibilità di contagio umano attraverso carni infette e poco cotte. La via di infezione umana, quindi è per via alimentare ma esistono anche casi di contagio per inalazione soprattutto nelle stalle dove ci sono animali infetti o per contatto diretto, laddove la persona abbia anche impercettibili ferite o attraverso la mucosa congiuntivale.

Da ciò deriva che alcune categorie professionali sono ovviamente maggiormente esposte al rischio di contagio.

Sono rarissimi i casi di contagio interumana che in tali casi può essere sessualmente trasmessa o per via dell’allattamento madre-figlio o per trapianto di tessuto infetto.

Sintomi

I sintomi sono vari e aspecifici, in qualche modo sovrapponibili a quelli influenzali, con o senza interessamento dell’apparato gastro intestinale ma quasi sempre con perdita dell appetito e perdita di peso, dolori diffusi, sudorazione maleodorante, facile affaticabilità.

L’incubazione del batterio varia da 2 a 4 settimane dal contagio e la manifestazione clinica è, solitamente, di qualche giorno dalla comparsa dei primi sintomi ma spesso ha un esordio improvviso con la comparsa di febbre.

Complicazioni della Brucellosi

Sono molte le complicazioni possibili, anche se non frequenti, della Brucell0osi. Tra queste dobbiamo ricordare tra le più frequenti malattie dell’apparato respiratorio come polmoniti, versamenti pleurici, bronchiti ma si sono anche riscontrati diversi casi di interessamento del cervello e delle meningi.

Possibili anche interessamenti renali e cardiaci con pericardite ed endocardite insorgenza di leucocitosi ed anemia.  Queste possono essere complicazioni della Brucellosi ma ve ne sono anche altre meno frequenti.

Da come si vede, alcune complicazioni sono in grado di mettere a rischio la vita delle persone colpite.

Cura della Brucellosi

La Brucellosi richiede una cura il più precoce possibile, da iniziare senza indugi appena stabilita con certezza la diagnosi.

La cura consiste in una terapia antibiotica in cui il farmaco di base è la tetraciclina ma da assumere in associazione con un altro antibiotico come la rifampicina o la streptomicina.

Alla terapia antibiotica può essere affiancata una terapia sintomatica con Paracetamolo per il controllo di febbre e dolori e antiemetici in caso di vomito. E’ utile provvedere ad un’abbondante idratazione.

impianto elettrico di casa

L’impianto elettrico di casa: come deve essere?

L’impianto elettrico è importantissimo in una casa: ti rendi conto dell’importanza dell’energia elettrica in casa nei momenti in cui questa manca, per un guasto dell’impianto o per un Black out. L’impianto elettrico deve essere realizzato e manutenuto secondo rigide norme di sicurezza.

Come sono gli impianti elettrici in Italia

Dobbiamo dire che la sensibilità rispetto alla rispondenza alle norme degli impianti elettrici in Italia non è esattamente ottimale. Anche laddove gli impianti elettrici sono fatti a norma, l’utilizzatore troppo spesso usa prese multiple non sicure, prolunghe magari anche sprovviste del filo di messa a terra eccetera.

In Italia ogni anno si verificano circa 4 milioni di incidenti domestici e di questi 241 mila si riferiscono ad incidenti elettrici, il 6% di tutti gli incidenti domestici. La maggior parte di questi sono dovuti ad imprudenze e all’uso di apparecchi non isolati, prolunghe non a norma, prese a muro non ben fissate eccetera ma in molti casi si tratta proprio di impianti elettrici non a norma.

Gli impianti vetusti

Nel corso degli ultimi decenn9i c’è stata una notevole evoluzione delle norme di sicurezza relative all’impianto elettrico. Questo fa sì che gli impianti elettrici in abitazioni antecedenti il 1990 non sono adeguati secondo le norme aggiornate, per cui non si possono ritenere al massimo della sicurezza.

Le esigenze energetiche sono notevolmente aumentate nel corso degli anni. Oggi nelle case sono collegate all’impianto molte più utenze di un tempo, quando nelle case c’erano il frigo, la lavatrice, il televisore, alcune lampadine ma in fondo non molto di più.

Oggi ci sono impianti d’allarme, condizionatori, impianti stereo, computer e tutto ciò che puoi constatare guardandoti intorno in casa tua.

Per via delle nuove situazioni gli impianti devono essere adeguati per evitare incidenti non solo alla persona ma allo stesso stabile.

Come devono essere gli impianti elettrici

Per poter sopportare il carico elettrico senza problemi, i fili dell’impianto devono avere una sezione adeguata. La sezione deve essere proporzionale alla corrente massima che deve scorrere attraverso essi, una sezione sottodimensionata provocherebbe un surriscaldamento dei fili e danneggerebbe lo strato isolante, esponendo al rischio di pericolosi cortocircuito.

Se i sistemi di sicurezza non sono adeguati per rilevare un cortocircuito non staccano la corrente e il rischio è lo sviluppo di incendi che possono anche distruggere l’appartamento o la casa ed esporre a potenziali gravi danni anche gli abitanti, fino anche alla perdita della vita.

La sicurezza dell’impianto e l’uso

E’ piuttosto comune vedere allacciati alla stessa presa multipla più utenze anche con notevole consumo. Questo significa che ad una unica presa si realizza un carico di corrente decisamente superiore alla sua stessa capacità. Si rischia in questo modo di creare un surriscaldamento di quel ramo di impianto elettrico

Il risultato è lo stesso di ciò che abbiamo detto: una lesione dei rivestimenti isolanti e il cortocircuito conseguente.

Per fortuna negli impianti fatti come si deve, è presente un interruttore automatico che è sensibile all’eccesso di corrente e stacca la corrente qualora si realizzi un cortocircuito, evitando danni peggiori. L’impianto, però, è danneggiato a questo punto e la spesa per il ripristino è sensibile.

Il Salvavita

Altro elemento importantissimo per la sicurezza è il cosiddetto “Salvavita” un apparecchio che è obbligatorio nell’impianto elettrico a norma, in grado di rilevare una corrente verso terra corrispondente a quello che è ritenuto il massimo sopportabile dal corpo umano senza avere conseguenze gravi.

Quando prendi la scossa, si realizza un passaggio di corrente verso terra attraverso il tuo corpo. Il Salvavita legge questa corrente e stacca la corrente. Per questo motivo si chiama “Salvavita”, perché se non ci fosse il corpo sarebbe percorso per troppo tempo dalla corrente elettrica con gravi conseguenze e anche rischio per la vita.

La normativa recente

La più recente normativa di riferimento in tema di impianti elettrici è la norma CEI 64 -8 che interessa tutti coloro i quali operano sugli impianti elettrici in bassa tensione. Questa norma è stata integrata con un nuovo allegato che specifica meglio alcune caratteristiche dell’impianto, anche con un’attenzione alla sostenibilità ambientale.

Questa norma supera, di fatto, il concetto stesso di impianto elettrico in quanto  tale poiché non si riferisce soltanto alla sicurezza dell’impianto ma anche alle prestazioni.

Questa norma si applica a nuovi impianti con l’eccezione degli edifici artistici e di pregio, laddove il rifacimento dell’impianto a norma rovinerebbe le caratteristiche di pregio dell’edificio.

Si applica anche alle ristrutturazioni in appartamenti, in condomini, ville eccetera, quindi in tutti i casi in cui un intervento edilizio comporta anche il rifacimento totale o parziale dell’impianto.

Altre norme di legge antecedenti mantengono in alcune parti la loro efficacia ma affrontare dovutamente questo aspetto legale e normativo sarebbe troppo tedioso per il lettore per cui rimandiamo ad approfondimenti da parte delle persone interessate.

I Documenti d’Impianto

Gli interventi sugli impianti elettrici nelle case devono essere fatti da professionisti abilitati, i quali hanno l’obbligo di eseguire i lavori nel rispetto delle norme di legge. Negli impianti di nuova realizzazione il lavoro deve essere preceduto dalla progettazione identificando i punti luce, la distribuzione delle prese, i punti per l’allaccio degli elettrodomestici eccetera.

Una volta realizzato il lavoro, in ogni caso, l’elettricista deve rilasciare lo schema elettrico dell’impianto e la dichiarazione di conformità alle norme di legge dell’impianto stesso.    

Malaga

Visitare Malaga

Siamo in Andalusia, nel sud della Spagna, precisamente nella fantastica Costa del Sol, e ancora più nello specifico a Malaga. la seconda città dell’Andalusia dopo la bellissima Siviglia. Con i suoi quasi 600 mila abitanti, Malaga è una città moderna e storica nello stesso tempo, tutta da visitare e godere.

Dove è Malaga

L’Andalusia è una regione nel sud della penisola iberica e si affaccia sul mediterraneo con bellissime spiagge dorate, ambite dal turismo internazionale, alle spalle delle quali spiccano  grattacieli.

Se Siviglia è famosa per il flamenco, Malaga lo è per le sue temperature piacevoli tutto l’anno e per il turismo marino ma anche per le corride, i tapa’s e la movida notturna. Malaga, tuttavia non è una città frivola, ludica ma anche un centro culturale di primaria importanza, ricca di storia e di un passato ampiamente significativo ed interessante.

Cenni storici su Malaga

Malaga ha origini antichissime, fondata dai fenicio nel 800 a.C. e con il nome di Malaka che, nel tempo, è stato cambiato in Malaga. Il nome originale deriva dalla traduzione dal fenicio “sale” poiché l’attività prevalente dell’epoca in questa che allora era una nuova città, era la salatura delle vivande a fini di conservazione, sale ottenuto dall’acqua di mare che qui non manca.

Malaka passò sotto il dominio Greco, poi dei Cartaginesi, dei Romani, dei Visigoti e poi ancora venne conquistata dagli Arabi nel XIII secolo. I Musulmani Arabi furono combattuti dai Castigliani di Re Fernando II che, cattolico, decise di riconquistare le terre di Spagna sotto il dominio Arabo.

Si ricorda la Battaglia di Malaga come una delle più sanguinose dell’epoca ma Malaga venne liberata dagli arabi che la occupavano e riconsegnata al potere Spagnolo cattolico.

Malaga oggi

Tutte queste occupazioni ed influenze di diverse cultura a Malaga hanno lasciato il segno sotto forma di preziose testimonianze come l’Anfiteatro Romano o il Castello di Gibralfaro che domina la città o ancora la Fortezza dei Re di Granada.

Cosa vedere a Malaga

La Fortezza Alcazaba è l’esempio più eclatante della dominazione araba di Malaga. Il suo nome in arabo significa “Fortezza” per cui dire Fortezza Alcazaba non sarebbe del tutto corretto, è un pleonasticismo ma è utile per capirsi, poiché ancora non tutti parlano arabo in Italia.

Questa è una Fortezza voluta da Re Badis Ben Habusdi Granada ed è la più antica costruzione musulmana che si conosca in Spagna, risalente al periodo tra il 1057 e il 1063, costruita su rovine Romane e su un ex baluardo fenicio. La sua posizione è alle spalle dell’anfiteatro Romano e ai piedi del Monte  Gibralfaro su cui sorge il castello omonimo.

Nella fortezza si possono visitare le stanze dove vissero i Re, il Palazzo Moresco oggi sede del Museo Archeologico  con sculture Romane, Greche, decorazioni arabe e visigote e frammenti di mosaici.

Il Castello Gibralfaro

Salendo dalla Fortezza, 130 metri più in alto c’è la sommità del Monte Gibralfaro su cui sorge l’omonimo Castello che fu l’ultimo luogo conquistato dal re cattolico Fernando.

Durò tre anni l’assedio alla città prima che i cattolici spagnoli riuscissero ad avere ragione della resistenza Araba in questo luogo. Il Castello è dotato ci una torre alte 17 metri e un pozzo della profondità di 40 metri.

Malaga, città di Picasso

Da non dimenticare che Malaga diede i Natali al celebre pittore Picasso che qui non è affatto dimenticato, al contrario,. è ampiamente celebrato in diversi modi. Uno è il Museo a lui dedicato fondato nel 2003.

Questo Museo raccoglie oltre 200 Opere del famoso Maestro, dono dei suoi eredi alla Junta de Andalusia nel 1997. Oltre ai quadri, anche ceramiche, sculture ed incisioni del grande Artista Andaluso.

Scopri sul posto tutto il resto che Malaga ti offre tra cui anche la Cattedrale, bellissima e la sua Torre Incompiuta.

bambini prematuri

Latte d’Asina per i bambini prematuri

I bambini nati prematuri o comunque con un peso molto basso sono soggetti che necessitano di molte attenzioni e cure. La loro evoluzione, formazione prima della nascita non è completa, diverse funzioni normali nei bambini a termine in loro non sono affinate e tra queste anche quelle intestinali che causano non pochi problemi nella loro alimentazione.

Perché i bambini nascono prematuri

Questa è una bella domanda a cui non è facile rispondere. La natura ha previsto un periodo di 40 settimane per la crescita e il completamento fisico e biologico del bambino in grembo.

Questo termine è l’ideale affinché la formazione sia adeguata e completa perché il bambino affronti il mondo che lo aspetta iniziando la sua crescita normale, fisiologica, con i vari progressi a tappe che tutti noi ben conosciamo.

Dopo i primi 5 mesi di allattamento si inizia gradualmente ad introdurre altri alimenti, il bambini inizia nel frattempo ad avere movimenti più armonici, i suoi muscoli si rinforzano per permettergli di mettersi in piedi e di gattonare, poi il senso dell’equilibrio, affinato, gli consente di mantenere l’equilibrio in piedi e infine di camminare.

Nel frattempo lo sviluppo cerebrale permette di acquisire nuove capacità, la fonazione, parlare, imparare ogni giorno molte cose. Tutto questo è consentito grazie alla partenza, dal parto, con una condizione base ideale.

I bambini prematuri

Purtroppo non sempre va tutto come la natura ha previsto; malattie della mamma nel corso della gravidanza, alcuni problemi di carattere genetico nel ciclo della gravidanza, cattive abitudini di vita della mamma come il fumo, ad esempio, vicende della vita che sono, purtroppo, spesso normali, una caduta, lo stress, uno spavento, un dolore psicologico che porta ad uno stato emozionale forte.

Sono soltanto poche delle tantissime cause che possono portare ad un parto prematuro, il cui risultato è un bambino fragile, che deve completare il suo sviluppo prima di poter affrontare il mondo come i bambini a termine.

Quanti sono i bambini prematuri in Italia

In Italia nascono mediamente ogni anno circa 5 mila bambini con un peso inferiore a 1500 grammi e prima della 32° settimana di gestazione. Questi bambini necessitano di essere sottoposti a cure intensive e presentano molti problemi di inadeguato sviluppo fisico o funzionale dell’intestino, del sistema nervoso, spesso anche del cuore e di altri organi.

A loro sono destinate molte risorse dei reparti di neonatologia prenatale che si impegnano per evitare il più possibile che il bambino rientri nel 60% della mortalità media nel primo anno di vita e dell’80% dei prematuri che hanno conseguenze neuro-evolutive anche a distanza.

L’alimentazione nei bambini prematuri

Uno dei problemi più importanti ed immediati che i medici si trovano ad affrontare è costituito dall’alimentazione. Il bambino prematuro, infatti, ha un intestino ancora non abbastanza sviluppato soprattutto nella sua funzione digestiva.

Da questo consegue che il bambino facilmente mostra intolleranze non riesce a sopportare il latte materno e ha vomito e ristagno dio bile nell’intestino, con un serio problema di alimentazione e quindi di completamento della sua crescita.

La Soluzione dal S. Anna di Torino

L’Équipe della Terapia Intensiva neonatale dell’Ospedale S. Anna di Torino, in collaborazione con ricercatori dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Cnr di Torino, è giunta ad una soluzione del problema dell’intolleranza al latte materno.

La soluzione consiste nella combinazione del latte materno con latte d’asina che proviene da allevamenti piemontesi ed emiliani e al quale vengono aggiunte sostanze fortificanti.

Al bambino viene dunque dato questa combinazione , un latte fortificato, che consente di ridurre di 2,5 volte il problema dell’intolleranza  e del vomito, aiutando i medici a far crescere meglio il bambino prematuro e aumentare le sue possibilità di vita e di evoluzione corretta senza problemi.