Tensione a Melendugno.

Tensione a Melendugno. Nuovo blitz per il trasporto degli ulivi dal cantiere Tap. Alta tensione fino all’alba

Tensione a Melendugno. Ancora un altro blitz notturno a San Foca, nel cantiere Tap; per spostare gli alberi da San Basilio a Masseria Capitano. Intorno alle 7 di lunedi mattina era in fase di completamento il trasferimento di 43 ulivi; dall’area del cantiere del gasdotto Tap,  al sito di stoccaggio presso Masseria del Capitano; alle porte di Melendugno. Le operazioni di trasporto sono state effettuate grazie ad un vasto dispiegamento di forze dell’ordine; disposto già verso la mezzanotte non solo nei punti interessati ma anche lungo il percorso da Lecce alla marina di Melendugno; dove attivisti del fronte No Tap avevano organizzato diversi presidi nel tentativo di bloccare; il passaggio dei mezzi, scortati dalla polizia con mezzi blindati, della ditta incaricata.

tensione in cantiere

Scoppia la protesta. Attimi di tensione

All’altezza della rotatoria di Vernole sono scoppiate nuove tensioni tra polizia, azienda e manifestanti. Ci sono stati attimi di alta tensione. Nonostante le rassicurazioni dei mesi scorsi sulla sospensione delle attività nel periodo estivo; i conseguenti accordi raggiunti in Prefettura; la società che vuole realizzare il gasdotto torna ad operare nella marina di Melendugno; stavolta con l’aiuto delle forze dell’ordine e completare il trasferimento degli ulivi nell’area di stoccaggio.

Da giorni, il comitato No Tap avevano avuto sentore di questa evoluzione; infatti gli attivisti avevano annunciato a più riprese, attraverso internet, una mobilitazione per esprimere dissenso verso le operazioni. Dopo la mezzanotte, ecco l’arrivo delle forze dell’ordine in assetto antisommossa a scortare i mezzi di Tap.

Attimi di tensione e cariche della polizia sui dimostranti

Attimi di paura e tensione; con la polizia che ha caricato gli attivisti che hanno occupato la strada che collega Melendugno a Lecce, all’altezza della rotatoria di Vernole, tentando di evitare il trasferimento dei 43 alberi eradicati rimasti nella zona e collocati in grandi vasi.

Militarizzata la zona del cantiere

Il cantiere, invece, è stato isolato e reso inaccessibile così come è stato chiuso ogni accesso a Melendugno da San Foca, Merine, Calimera e Martano in una vera e propria azione militare di tutto rispetto dell’area; camionette e mezzi blindati atti a scoraggiare qualunque atto di sabotaggio.

Duro il commento del sindaco di Melendugno Marco Potì il quale e’ pienamente sconcertato dallo spiegamento di forze dell’ordine Italiane per spostare 43 alberi, già sacrificati tanto tempo fa, senza motivo; ma sopratutto senza autorizzazioni. Con Melendugno e San Foca isolate completamente dal resto d’Italia in piena stagione turistica.