• Home »
  • Cronaca »
  • Sciopero della fame e della sete dell’oncologo Serravezza contro il gasdotto TAP

Sciopero della fame e della sete dell’oncologo Serravezza contro il gasdotto TAP

Sciopero della fame e della sete, Emiliano incontra Sarravezza

Sciopero della fame e della sete di Serravezza contro la TAP

Emiliano va da Serravezza. Sciopero della fame e della sete contro la Tap Serravezza beve dopo otto giorni

Continua senza indugio Giuseppe Serravezza nel suo sciopero della fame e della sete; l’oncologo salentino, sta portando avanti da otto giorni, uno sciopero della fame e della sete come forma estrema di protesta contro la realizzazione del gasdotto Tap. E’ monitorato costantemente dai suoi colleghi del vicino ospedale di Gallipoli; che gli somministrano una terapia di reidratazione tramite flebo.

Si moltiplicano però i tentativi per far desistere il medico dal suo sciopero della fame e della sete; le sue condizioni destano preoccupazione: nel tardo pomeriggio di ieri, intorno alle 18; il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha fatto una visita personale al medico.

Serravezza ha bevuto un bicchiere di acqua dopo 8 giorni ininterrotti di sciopero.L’oncologo che protesta per il gasdotto non mangia e non beveva da venerdì scorso. L’oncologo salentino Giuseppe Serravezza si è lasciato convincere dal governatore Michele Emiliano; che ieri pomeriggio è andato a fargli visita nella sua abitazione a Casarano. Serravezza ha bevuto sull’uscio di casa; davanti al quale si era radunata una folla di decine di persone capeggiate da alcuni sindaci salentini con fascia tricolore. «Berrò solo l’acqua; ha detto Serravezza; perché la Regione ci ha ascoltato, ma non mangerò fino a quando non ci ascolterà anche il governo nazionale».

Solidarietà parte di Giorgio Assennato

Naturalmente l’iniziativa di Serravezza dello sciopero della fame e della sete ha suscitato clamore, indignazione, rabbia, stupore; a seconda del punto di vista dal quale si guarda la vicenda del progetto di gasdotto. Tra le tante attestazioni di solidarietà; la lettera aperta che gli ha rivolto Giorgio Assennato, già direttore per dieci anni dell’Agenzia regionale per l’ambiente, è destinata ad avere una eco particolare.