Reazione degli attivisti No Tap dopo la sentenza del tar del Lazio

;La reazione degli attivisti No Tap non e’tardata, e si e’fatta subito sentire, dopo la sentenza del Tar del Lazio.

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla Regione Puglia per l’annullamento delle note ministeriali che autorizzavano l’espianto degli ulivi nel cantiere di San Basilio di San Foca, a Melendugno. Il tribunale amministrativo, di fatto, permette alla multinazionale del gasdotto di completare le operazioni di espianto degli alberi.
Dopo una parentesi di tranquillità, apertasi con l’accoglimento della richiesta di sospensiva avanzata dalla Regione Puglia, si apre nuovamente una fase di incertezza“

reazione degli attivisti No Tap

Barricate degli attivisti No tap per bloccare l’accesso al cantiere di San Foca (Melendugno)

La reazione degli attivisti No Tap

Duro il commento del consigliere regionale salentino del M5S, Antonio Trevisi; “La sentenza del Tar Lazio conferma purtroppo ciò che già avevamo compreso da tempo; le responsabilità della Regione Puglia sull’avanzamento del progetto Tap sono enormi. Basta leggere le motivazioni della odierna sentenza del TAR Lazio per capire che la Regione Puglia sta conducendo, dai tempi di Vendola fino ad oggi, solo una finta guerra contro il gasdotto TAP. Senza i cittadini nel presidio e il M5S nelle istituzioni la multinazionale svizzera TAP sarebbe, con tanto di tappeto rosso, già padrone del futuro delle nostre coste e del nostro paesaggio”.

La prima reazione degli attivisti No tap; alla sentenza del Tar Lazio  è stata la chiusura delle strade di accesso al cantiere; con delle barricate erette con tutto ciò che poteva essere utile al caso:

  • pietre dei muretti,
  • bidoni e grate.

L’obiettivo della reazione degli attivisti No tap è quello di scoraggiare l’arrivo dei mezzi pesanti; necessari all’ultimazione delle attività di espianto degli ulivi. Il 30 aprile termine ultimo per muovere gli ulivi“

Un capitolo a parte riguarda gli ulivi monumentali, sui quali si deve esprimere un’apposita commissione regionale