Realizziamo un metal detector

Metal detector artigianale, fatto a casa, è un progetto divertente e nello stesso tempo insegna i principi dell’elettromagnetismo.

Metal detector artigianale: come realizzarlo

Con questo progetto si possono risparmiare centinaia di euro ed è perfetto per gli appassionati della caccia al tesoro. Quello che andremo a realizzare sarà un metal detector VLF; ovvero Very Low Frequency (frequenze molto basse); adatto per rilevare diversi metalli in vari tipi di terreno.  Il metal detector basa il suo funzionamento sui principi dell’ elettromagnetismo.

Realizziamo un metal detector artigianale fatto a casa

L’ hobby del metal detector è insito della natura umana da sempre, l’uomo è sempre stato portato alla scoperta e alla ricerca di ogni genere, spinto da un desidero che nasce dalla curiosità.

Tramite una bobina di filo viene generato un campo magnetico che viene diretto verso il basso nel terreno. Più grande è la bobina di filo, più sensibile sarà il metal detector. Un altro circuito controlla il campo magnetico ed emette un suono sempre della stessa tonalità; che può essere udito attraverso una piccola cassa acustica o delle cuffie. Quando un oggetto metallico, presente nel terreno, entra nel raggio del campo magnetico, il suono cambia tonalità. Questa variazione di tonalità indica la presenza di un oggetto metallico.

Come si suddivide un metal detector

La maggior parte dei metal detector ha una struttura così progettata:

  • Scatola di controllo: contiene i circuiti, i controlli, la cassa acustica, le batterie e il microprocessore.
  • Albero: collega la scatola di controllo e la bobina. Spesso può essere regolato in base alla propria altezza. Può anche essere un semplice manico di scopa.
  • Bobina di ricerca: è la parte che effettivamente rileva i metalli. È anche conosciuto come “piastra di ricerca”, “piatto” o “antenna”.
  • Stabilizzatore (opzionale): viene utilizzato per mantenere il metal detector in equilibrio mentre si perlustra il terreno.

I metal detector di tipo VLF sono costituiti da due bobine; una ricevente ed una trasmittente. Sono due anelli; la bobina trasmittente è l’anello più esterno costituito da una bobina di filo. La corrente elettrica passando nel cavo, prima in una direzione, poi nell’altra; trasmette il campo magnetico che rileva i metalli nel suolo. La bobina ricevente è l’ anello più interno; contiene anche esso una bobina di filo. Questa bobina riceve ed amplifica le frequenze provenienti dal metallo; ed avvisa della presenza di un eventuale ritrovamento.

L’assemblaggio

Per la scatola ricevente; possiamo utilizzare una semplice radio AM; che funziona da ricevente e contiene la cassa acustica. Sintonizziamo la radio a frequenze AM alte.  A questo punto realizziamo la piastra di ricerca. Usiamo un foglio di compensato. Tagliamo due anelli concentrici uno più grande esterno ed uno più piccolo interno. Quello esterno deve avere il diametro di un piatto piano, quello interno il diametro di un piattino da frutta.

Tagliamo quattro piccole bacchette di legno che serviranno per collegare i due anelli a croce; come un mirino. A questo punto avvolgiamo con 10 giri un cavo di rame smaltato da 0,25 mm intorno all’anello esterno. Finita la bobina esterna, ripetiamo l’operazione con l’anello interno. Quindi attacchiamo la bobina alla scatola di controllo/radio.

Utilizza un bastone (un manico da scopa va benissimo) come manico per il nostro metal detector. Ad un’estremità attacchiamo la piastra costruita in precedenza, mentre all’altra estremità colleghiamo tramite un po’ di nastro isolante  la scatola/radio. A questo punto testiamo il nostro metal detector, avvicinando degli oggetti di metallo. Si possono aggiungere un paio di cuffie per sentire il cambiamento di suono più facilmente inserendole alla presa cuffia della radio.