La Fontana Greca di Gallipoli

La Fontana Greca di Gallipoli che sorge nelle vicinanze del ponte che congiunge il borgo nuovo alla città vecchia è la più antica d’Italia.  Si dice sia stata costruita intorno al III secolo a.C. Fra le ipotesi formulate da critici d’arte, alcune condividono la datazione del III secolo a.C.; altri, ritengono che la fontana fu costruita nel età rinascimentale. La Fontana Greca di Gallipoli era posta nell’area delle antiche terme, oggi denominata ‘fontanelle’. Nel 1548 venne trasportata nei pressi della chiesa di San Nicola, ormai scomparsa, dove rimase fino al 1560; poi venne nuovamente smontata e ricostruita nel luogo dove attualmente sorge e dove oggi è possibile ammirarla in tutto il suo splendore; vale a dire in piazza Aldo Moro, meglio conosciuta come piazza Canneto.

Prima della costruzione del famoso ponte in muratura nel 1603; la Fontana Greca era il principale punto di riferimento per chi si accingeva a passare dal borgo moderno a quello antico.

La celebre Fontana Greca di Gallipoli è composta da due facciate, una rivolta a Nord-Ovest e la più antica a Sud-Est.

La facciata che guarda a scirocco è suddivisa in tre parti da quattro cariatidi che sorreggono un architrave alto 5 metri, decorato con scene raffiguranti le fatiche di Ercole.

Nei bassorilievi sono scolpite in pietra scene raffiguranti le metamorfosi delle tre figure mitologiche greche: Dirce, Salmace e Biblide.

Il miti della Fontana Greca di Gallipoli

Il mito di Dirce. Regina di Tebe che, vinta dalla gelosia, oltraggia la nipote Antiope; fu condannata dai figli di quest’ultima ad essere dilaniata da due tori infuriati. Dirce è rappresentata a terra fra due tori , più in alto si nota, Dioniso nell’atto di trasformarla in una fontana di pietra.

Il mito di Salmace. La ninfa che pregò gli Dei di formare un solo corpo con Ermafrodito di cui era innamorata. I loro corpi nudi sono rappresentati incatenati mentre si trasformano in una sola fonte; in presenza di Venere e Cupido.

Il mito di Biblide. Innamorata del fratello Cauno e da questi respinta, consapevole dell’errore, pianse fino a consumarsi di lacrime. Gli Dei impietositi la trasformarono in una fontana di pietra. Qui la ninfa distesa stringe tra le mani il mantello del fratello.

Sull’altra facciata, realizzata con la funzione di sostegno nel 1765, vi sono collocati lo stemma di Gallipoli; una epigrafe in latino, e le insegne del sovrano Carlo III di Borbone.

Nella parte sottostante la rappresentazione delle metamorfosi è collocato un abbeveratoio; dove in passato si dissetavano gli animali dei viandanti che passavano davanti all’ antica fontana.

La Fontana Greca di Gallipoli negli anni ’50

Attorno agli anni Cinquanta, l’abbeveratoio della Fontana Greca di Gallipoli venne usato anche dai cittadini; per prelevare l’acqua con cui venivano poi riempite  alcune botticelle. Queste botticelle venivano deposte su un carretto trainato da un asino; che più volte al giorno percorreva il ponte di pietra per raggiungere la città vecchia, meta della “vendita” dell’acqua.

Per la bellezza e il grande valore storico della Fontana Greca di Gallipoli,

Fontana Greca di Gallipoli

La Fontana Greca di Gallipoli é la fontana piú antica d’Italia

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